Welcome Italia. Francesco racconta il Bio Campus a Londra

Tra le varie attività che il Bio Campus propone ai suoi allievi dei corsi di preparazione e produzione c’è la partecipazione alla manifestazione Welcome Italia. Si tratta dell’evento organizzato dalla Camera di Commercio italiana a Londra, per valorizzare le eccellenze del Made in Italy.

Come da due anni a questa parte, anche quest’anno il Bio Campus ha partecipato alla manifestazione per portare nel Regno Unito sia l’esperienza didattica, che alcuni prodotti della terra pontina realizzati dagli allievi della Fondazione.
La delegazione che era presente quest’anno al Royal Horticultural Halls era composta dallo chef Gianluca Scolastra, il presidente Pierpaolo Pontecorvo, il tutor Luca Candido e gli allievi del corso di preparazione Francesco Iacobone e Daniele Maio.

Di seguito il racconto di Francesco sulla sua esperienza nella capitale londinese.

Cosa ti ha spinto a partecipare a Welcome Italia? Quando sei partito?

Un mese prima dell’evento, dalla Fondazione ho ricevuto la proposta di partecipare alla fiera che si sarebbe svolta a Londra. La notizia mi ha lasciato piacevolmente colpito e ho deciso così di accettare. Era una di quelle occasioni che non capitano tutti i giorni e ho pensato che non potevo farmela scappare: ero felicissimo all’idea di partire e ritornare in una delle mie città preferite. Partire per Londra non significava solo rispolverare il mio inglese, ma anche e soprattutto avere la possibilità di toccare con mano un altro aspetto del percorso che sto facendo: la ristorazione è un mondo complesso e ampio, e quello delle fiere enogastronomiche è un altro aspetto decisamente interessante. Spesso le migliori opportunità capitano proprio in ambienti come questi.

Come sei stato coinvolto nella preparazione all’evento?

Ovviamente, seguendo i principi della Fondazione Bio Campus, tutti i prodotti portati in fiera erano di nostra produzione. Noi tutti, me compreso, siamo stati coinvolti direttamente nelle varie preparazioni. Il nostro contributo ha riguardato la realizzazione dei prodotti alimentari: prodotti di biscotteria, salsa di condimento al ragù di bufalo allevato da noi, prodotti in barattolo come miele e confetture di nostra produzione.

Un weekend londinese: raccontaci il viaggio.

Sono partito il giovedì pomeriggio insieme al Presidente, il tutor, un altro allievo del corso di preparazione e altri collaboratori. L’eccitazione era tanta in quanto, sebbene la città non fosse nuova per me, non avevo mai vissuto un’esperienza del genere. D’altro canto, però, c’era anche un po’ di amarezza per essere partiti un po’ tardi ed aver perso così metà giornata! Ma devo dire che l’amaro è andato via presto quando, una volta arrivati su Londra, l’aereo ci ha deliziati con una visita ad alta quota di quella metropoli tanto grande quanto piccola come in quel momento. È stata una bella sorpresa che ci ha regalato la giusta carica!

Come è stata la tua prima esperienza in fiera?

Il giorno seguente ci siamo recati tutti in fiera e la mattinata è stata dedicata all’allestimento dello stand. Il venerdì, il primo giorno effettivo della manifestazione, il Welcome Italia era aperto solo agli addetti del settore. Sebbene non sia stato un giorno particolarmente trafficato, c’è da dire che è stato bello poter conoscere e sentire le esperienze dei nostri connazionali. Sono tanti quelli che hanno avuto la voglia e il coraggio di iniziare una nuova vita, esportando e valorizzando il Made in Italy in un paese lontano da tante nostre tradizioni culinarie e non. Il sabato e la domenica invece la fiera era aperta al pubblico. Il via vai di persone è stato nettamente differente da quello del primo giorno e ciò ha generato maggior adrenalina ed entusiasmo anche da parte nostra. Con mio grande stupore, ma anche contentezza, devo dire che ho notato molto interesse sia per il Bio Campus sia per i nostri prodotti. Molte, infatti, le persone che hanno chiesto informazioni su sulla Fondazione e sul nostro percorso e che curiose, si sono avvicinate chiedendo di assaggiare i nostri prodotti: da quelli pronti come miele e biscotti, a quelli da preparare al momento, come per la nostra pasta integrale di grano antico (qualità Senatore Cappelli), lavorata a pietra e servita con ragù di bufalo di nostra produzione. Insomma, un nuovo e interessante punto di vista di un settore tanto vasto come quello della ristorazione.

Solo lavoro o anche viaggio di piacere?

Innanzitutto ci siamo divertiti molto. Eravamo lì per uno scopo, ma questo non ci ha negato la possibilità di visitare, anche se velocemente, una grande città come Londra, che ospita le migliori cucine di tutto il Mondo, compresa quella italiana. Nel nostro soggiorno, infatti, abbiamo avuto la possibilità di cenare in locali italiani e assaporare, in contesti diversi, materie prime tricolori d’eccellenza. Ho ascoltato anche il racconto delle esperienze di tanti precursori di un fenomeno oggi tanto diffuso come la voglia di ricominciare dall’estero. Ho capito davvero quali siano le opportunità che scelte di questo tipo offrono alla vita delle persone, obbligandole a riadattarsi e inventare nuovi percorsi professionali, nonostante le difficoltà e le diverse culture.

L’importanza di un viaggio all’estero… credi ne valga la pena? Lo consiglieresti? 

Si, credo valga la pena fare esperienze di questo tipo. A differenza di uno stage, come spesso accade, in questo modo si ha una visione completa delle motivazioni che influiscono sulla scelta di trasferirsi fuori dall’Italia e sulle opportunità lavorative e di vita che si sviluppano. Penso che, attraverso un’esperienza di business, liberi dalle costrizioni di un percorso di tirocinio, si riescano a vedere e comprendere tutti gli aspetti. Si ascoltano i vissuti, i racconti, i punti di vista, e le motivazioni – con pregi e difetti –  delle persone legate ad esperienze che realmente potremmo scegliere di fare anche noi. Persone che spesso vanno e non tornano, ed altre che rientrano in Italia, ricominciando con un bagaglio di esperienza maggiore. Insomma, il mio viaggio a Londra è stato una full immersion a 360° di quello che potrei trovare dietro l’angolo.

 

Intervista a Francesco Iacobone
Testo realizzato da Federica Vitali
Parte grafica di Marco Placitelli.

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Alla scoperta del latte bufalino

Il latte di bufala viene prodotto dalla secrezione ghiandolare mammaria della femmina di bufalo, un animale tradizionalmente allevato nelle zone tropicali e sub-tropicali. In Italia è stato tradizionalmente allevato nella Pianura Padana e nell’Italia centrale e meridionale, soprattutto nell’Agro Pontino e in Campania.

Confronto tra latte vaccino e latte di bufala

Dal grafico si nota che la quantita’ di grasso nel latte di bufala è maggiore rispetto a quello del latte vaccino. La dieta della bufala è fondamentale e deve essere caratterizzata da una quota di fibra importante sia per un motivo prettamente fisiologico che funzionale, infatti piu’ la fibra c’e’ e viene utilizzata dai batteri piu’ la percentuale di grasso nel latte si terra’ costante.

Livello nutrizionale

Il latte bufalino è un valido sostituto di quello vaccino. Sebbene meno utilizzato e, forse, meno conosciuto è altrettanto vero che i suoi valori ne dimostrano l’alta qualità. Il latte di bufala vanta diverse caratteristiche, tra queste troviamo:
un basso livello di colesterolo; un basso livello di lattosio spesso anche più basso del latte comune definito “alta digeribilità”; un’alta presenza di grassi e proteine che ne determinano un’ottima capacità di burrificazione oltre che di validi apporti nutrizionali che lo fanno risultare un valido alimento anche per i più piccoli. Ma è anche per gli anziani che il latte di bufala si fa strada. Grazie ai suoi alti livelli di vitamine, sali minerali e soprattutto calcio è un valido aiuto contro i problemi alle ossa. Nonostante il suo apporto calorico sia superiore rispetto a quello del latte vaccino, è anche vero che la quantità di enzimi e antiossidanti è decisamente più incisiva.
La difficoltà nella produzione del latte dalla bufala è evidente anche nella fattezza dei suoi derivati. Impossibile, infatti, non conoscere il suo prodotto per eccellenza, ovvero la mozzarella di bufala. La bontà e la digeribilità della stessa deriva, non a caso, dai processi produttivi e dalla qualità del latte utilizzato. È importante anche che il prodotto finito non subisca alterazioni durante il trasporto e che questa venga prodotto solo con fermenti lattici attivi. La mozzarella di bufala, quindi, si differenzia proprio grazie a due delle sue caratteristiche principali: l’alta qualità della materia prima e il suo notevole contenuto di lipidi e proteine che ne determinano anche il sapore e colore, bianco opaco, suo caratteristico.

 

  Composizione nutrizionale del latte di Bufala per 100 grammi di parte edibile: Composizione nutrizionale del latte Vaccino per 100 grammi di parte edibile:
Energia KCal 114 64
Acqua g 81.2 87
Protidi g 4.5 3.3
Lipidi g 8.5 3.6
 Saturi g ND 2.11
 Monoinsaturi g ND 1.1
  Polinsaturi g ND 0.12
    Ac. Linoleico g ND 0.07
    Ac Linolenico g ND 0.05
Colesterolo mg ND 11
Glucidi g 5.1 4.9
 Semplici g 5.1 4.9
Sodio g ND 50
Potassio mg ND 150
Calcio mg 198 119
Fosforo mg 121 93
Riboflavina mg ND 0.18
Niacina mg ND 0.1
Retinolo mcg ND 37

 
Fonti: http://www.cibo360.it/alimentazione/cibi/latte/latte_bufala.htm; http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/latte-di-bufala.html; http://www.lattenews.it/peculiarita-del-latte-di-bufala-pecora-capra-e-asina/; http://www.humanitasalute.it/dieta-e-alimentazione/39657-mozzarella-di-bufala-poco-lattosio-e-antiossidante-ok-per-la-salute/.

 

 

 

 

 

 

Proprietà nutritive della carne di Bufalo

 

Il Bufalo ha una carne pregiata, adatta alle esigenze mondane. E’ una carne priva di grasso di infiltrazione, ma contiene solo grasso di copertura facilmente separabile. Essa contiene una percentuale di grasso inferiore del 3% rispetto a quella bovina. E’ consigliabile per coloro che seguono una dieta priva di colesterolo, in quanto ha un buon rapporto di grassi saturi e insaturi.

La carne di bufalo si presta per moltissime tipologie di preparazioni in cucina. Rispetto agli altri tipi di carne, essa presenta una maggiore ritenzione idrica, il che la rende più tenera e succosa. Questi animali, generalmente, vengono per lo più allevati allo stato brado.

x 100 gr. Proteine Grassi % Colesterolo mg Calorie Ferro %
BUFALO 24 1.5 35 130 2
BOVINO 22 19 80 280 1
EQUINO 22.1 7 60 140 4
AGNELLO 26 15 92 241
POLLO 29 3 80 152
STRUZZO 24 2 63 105

Fonte: Istituto Nazionale di ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione

Fino a poco tempo fa l’allevamento del bufalo, e soprattutto delle bufale, situati prevalentemente in Campania, nel basso Lazio, Puglia, Molise e Calabria, era finalizzato quasi esclusivamente all’utilizzo del latte e dei suoi derivati, il più noto dei quali è la mozzarella di bufala, trascurando le caratteristiche nutrizionali e organolettiche delle sue carni.

La carne bufalina, di colore rosso vivo, per i suoi contenuti di acido stearico e di acido linoleico, ha un contenuto di colesterolo nettamente inferiore a quello dei bovini; possiede inoltre ferro, zinco e cromo, oltre a vitamine B6 e B12.

                                                                josua-de-10287.jpg

 

http://www.oasidelmincio.eu/home/news/proprieta-nutritive-della-carne-di-bufala.html

http://www.mondodelgusto.it/prodotti/5597/carne-bufalo

Foto di copertina tratta dal sito bambiniinfattoria.it

 

 

 

 

 

Francesco Iacobone (V prep), Marco Placitelli (V prep), Davide Pucci (VI prep), Daniele Maio (VI prep)

Didattica Digitale : come cambia il modo di studiare.

Saluto l’anno scolastico pensando al percorso velocissimo dell’evoluzione degli apparati digitali attraverso i pochi anni che ci separano dalle sole “ricerche” sui libri e valutando se sia giusto o sbagliato farne un uso esclusivo.

Meraviglioso eh? Mi viene da pensare a tutte quelle enciclopedie che, quando eravamo piccoli, i nostri genitori, faticosamente, comperavano a rate per permettere al loro figlio di avere una risorsa per lo studio a casa e le ricerche. Tomi e tomi pesantissimi e costosissimi che venivano esposti con orgoglio nelle librerie delle case anni 70/80. Chi non ha avuto i mitici “Quindici” ? e la Treccani? oppure la Rizzoli?

quindici

La didattica sta cambiando, anzi è profondamente cambiata. E’ cambiato il modo di fruire delle informazioni, che sono diventate moltissime e di ogni tipo : ora abbiamo una cultura multimediale!

Fuor di dubbio che nel corso dei tempi, qualsiasi rivoluzione apportata da una nuova tecnologia, ha richiesto il tempo necessario affinché questa potesse essere compresa, assimilata ed inglobata nella vita comune. In un corso che ho seguito si faceva l’esempio di come è cambiato il modo di fare fotografie dall’avvento del digitale : sono cambiati gli strumenti, i supporti i processi di realizzazione…immaginate come si è ripercosso questo sulla “filiera”, sulle aziende. Non si producono più la stessa mole di rullini, i fotografi non sviluppano più la stessa mole di foto. A fronte, naturalmente, di un cambiamento del mercato orientato verso altre produzioni. Ecco faccio questo esempio per sottolineare quanto è complesso introdurre nuovi percorsi tecnologici che, ad un certo punto, diventano necessari. Avete idea di quanta gente ha dovuto reinventarsi un lavoro? Di quante aziende hanno dovuto o chiudere o riuscire a cambiare ed adeguare le linee di produzione?

Dal mio punto di vista, avendo assistito alla nascita di Internet, all’evoluzione dei sistemi informatici, alla nascita del telefono cellulare, dell’iPhone, dell’iPad posso solo gioire della grande disponibilità di informazioni che ora i miei ragazzi hanno a disposizione! Spesso ho usato device mobili in classe per ovviare ad aule informatiche fuori uso. Il problema era che erano tutti di nostra proprietà..:(

I dubbi che mi rimangono sono orientati al riuscire ad integrare la giusta dose di studio attraverso la didattica digitale ed il conservare una parte della didattica cartacea per avere il legame con la cultura tradizionale del libro stampato.

Il percorso formativo che vorrei continuare ad offrire ai miei ragazzi è un itinerario fatto di ricerca, sperimentazione, arricchimento, non del copia ed incolla dal web. Un percorso fatto di interpretazione e di ottimizzazione dei tempi di studio. Vorrei insegnare loro con un occhio al futuro ed un altro rivolto verso il passato. Vorrei far capire loro che non tutto ciò che trovano online è la verità assoluta. Vorrei aiutarli a sviluppare senso critico, cercare conferme alle informazioni, crescere nel web con il web, avere dei riferimenti certificati.

Con queste mie considerazioni chiudo anche quest’anno scolastico… da questo momento in poi ci sarà il tempo per il riposo e ci sarà soprattutto il meraviglioso tempo che dedicherò alla preparazione di nuovi scenari di didattica…perchè la formazione possa continuare a stare al passo con l’evoluzione tecnologica del nuovo “WEBmondo”.

Guida alle tecniche di ricerca nel WEB: il caso Google.

La classe approfondisce. Sono indispensabili ed il web non avrebbe avuto ragione di esistere. Si sono evoluti nel tempo, alcuni sono scomparsi, alcuni sono diventati dei giganti. Ma il fine è unico: trovare informazioni.

Chi se lo dimentica. Chi ha assistito alla nascita ed alla diffusione di Internet e del Web è stato uno dei primi utilizzatori di Yahoo e di Altavista, (inutile che inserisca il LINK. Il motore, dopo una precedente acquisizione, è stato “fagocitato” da Yahoo nel 2013) prima che, nel 1996 sue studenti della Stanford University, Larry Page e Sergei Brin, testassero la prima versione di Google chiamata BackRub e consegnassero alla storia il Motore di Ricerca che avrebbe portato una rivoluzione incredibile nell’arco dei venti anni a venire, approdando ad un importantissimo progetto in grado di far vacillare addirittura la Apple inc. di Steve Jobs.

google

Ma questa è un’altra storia che vi racconterò in un altro momento.

Vediamo invece cos’è un motore di ricerca.

In parole semplici è un software, un “programma”  con due compiti ben precisi : navigare in internet alla ricerca di nuovi contenuti (nuove pagine web)  attraverso un sistema chiamato spider (non a caso il ragno si muove nella ragnatela) ed immagazzinare tutti i dati (trovati dallo spider) organizzandoli utilizzando numerosi criteri.

In seguito gli stessi dati, il software, li renderà disponibili e li restituirà all’utente che effettuerà una interrogazione nel pannello di ricerca disponibile sul web (es.il box di ricerca di GOOGLE).

Oggi chiunque voglia mettersi alla ricerca di una qualsiasi informazione nel web, può utilizzare una serie di frasi o combinazione di parole ed avere una miriade di risultati quasi tutti attinenti all’argomento cercato. Ma il Web, nel recente passato, non è sempre stato così generoso nel restituire risultati che qualitativamente e quantitativamente fossero attinenti alla ricerca effettuata. C’è stato un tempo in cui, chi lanciava una ricerca specifica, doveva conoscere esattamente i titolo del sito in cui questa informazione era contenuta per avere il risultato attinente alla ricerca effettuata.

La rivoluzione che Google ha portato nel mondo dei motori di ricerca si può riassumere in questa citazione :

“Alla base del successo di Google, c’e’ la tecnologia “Page Rank” che i due ex studenti di Stanford, oggi miliardari, Larry Page e Steve Brin hanno sviluppato. “Page rank” attribuisce il valore di una pagina sulla base del numero dei suoi link in ingresso. Maggiore è il numero di link in ingresso, migliore sarà il posizionamento nella lista dei risultati. E’ un concetto simile a quello dell’analisi citazionale delle pubblicazioni scientifiche: più un lavoro è citato, più acquista autorevolezza. Se, ad esempio, due siti trattano dell’economia della Cambogia, e il primo ha 10 collegamenti in ingresso e il secondo 1.000, è molto probabile che il secondo sito sia collocato prima nella lista dei risultati.”

(cit M.Herrmann)

In sintesi ne più ne meno quello che ho fatto io in quest’articolo inserendo link in uscita verso i siti che ho citato.

Ma come si effettua una ricerca correttamente?

Occorre una strategia.

Cosa cerchiamo? un’immagine? filetype:jpg potrebbe essere l’espressione che dovremmo utilizzare nel caso in cui stessimo effettuando una ricerca di un file d’immagine in formato .jpg

Dopo di ciò dovremmo inserire i termini della ricerca rispettando gli operatori (qui trovate una interessante leggenda direttamente dal sito di GOOGLE)

E se vogliamo lasciarci guidare dalla ricerca avanzata guidata non dobbiamo fare altro che cliccare sulla pagina delle Advanced Search

Questa pagina ci riporta indietro all’utilizzo degli OPERATORI BOOLEANI. Di seguito un esempio di come andrebbe condotta una ricerca con l’utilizzo degli operatori booleani

Ipotizziamo di utilizzare i termini “bambini” e “giocattoli”.

Se nel box di ricerca di Google inserisco : bambini AND giocattoli, il motore di ricerca mi recupererà tutte le pagine che conterranno entrambi i termini.

Se nel box di ricerca di Google inserisco bambini OR giocattoli, il motore di ricerca mi recupererà tutte le pagine che contengono o l’uno o l’altro termine oppure tutte e due i termini.

Se nel box di ricerca di Google inserisco : bambini NOT giocattoli, il motore di ricerca mi recupererà tutte le pagine escludendo dai risultati quelle che contengono il secondo termine.

Infine, nel caso in cui io debba trovare una frase specifica nel testo delle pagine devo utilizzare le “virgolette”. Esempio : se ho la necessità di effettuare una ricerca sulla frase specifica “giocattoli di legno per bambini” utilizzerò le virgolette per avere un risultato più performante.

Il CLOUD STORAGE: guida all’archiviazione nel Web.

Dai Floppy, ai CD, dagli Hard Disk alle memorie USB…ne è stata fatta di strada. I supporti per memorizzare i nostri contenuti si sono evoluti ed ora è tempo del Cloud Storage : un contenitore sempre a portata di mano, con tutti i nostri file personali, raggiungibile da qualsiasi punto del globo.

Cloud

PERCHE’ IL CLOUD STORAGE.

Utilizzare un servizio di Cloud Storage è divenuto un metodo assai diffuso, sia tra gli utenti privati che tra gli utenti professionali. Usufruire di questo servizio web 2.0 ha permesso l’effettivo sganciarsi dalla necessità dell’archiviazione dei dati su Hard Disk esterni, abbandonando la conseguente frustrazione che derivava dalla possibilità di perdita degli stessi, nel caso di un malfunzionamento meccanico dell’Hardware. Il Cloud Storage ha rivoluzionato un concetto base dell’informatica moderna e la sua comparsa, come servizio aperto a tutti, è sicuramente da ricollegarsi alla diffusione massiva dei tablet.

I SERVIZI DISPONIBILI.

Esistono molteplici servizi di Cloud Storage ed ognuno parte da un’offerta di base, più o meno allettante. Quasi tutti hanno la possibilità di effettuare il download di un APP dedicata sul tablet, così da poter gestire al meglio i propri contenuti. Li analizzeremo, uno per volta, per meglio focalizzarne le caratteristiche e guidare l’utente verso una scelta consona alle proprie esigenze.

DROPBOX

Il più noto e diffuso è sicuramente DROPBOX. I contenuti presenti nel PC (o nel Mac) possono essere sincronizzati con quelli sui device mobili (Smartphone e Tablet). Per il PC (o per il Mac) occorre semplicemente scaricare il programma, che istallerà una cartella “dropbox”. In questa cartella andremo a spostare o salvare tutti i contenuti da archiviare nel cloud. Se si possiede uno Smartphone o un Tablet, (sia esso Android che Apple), è possibile scaricare l’APP sul dispositivo ed avremo immediatamente disponibili, sui device, i nostri file. Il servizio è GRATUITO ed offre 2 mega espandibili a max 16 attraverso metodi suggeriti dal sito stesso. CONTRO se si condividono elementi con altri utenti DropBox, lo spazio del’elemento condiviso, inciderà sullo spazio a disposizione di tutti gli utenti interessati.

BOX.COM

Un diretto concorrente di DROPBOX è BOX.COM (raggiungibile anche all’indirizzo BOX.NET). Anch’esso si avvale dello stesso sistema che permette la condivisione dei propri file tramite APP e programma dedicato. La differenza sostanziale è nello spazio a disposizione  che, con BOX.COM, è di10Gb. E’ possibile usufruire di un’offerta particolare che permette all’utente di avere a disposizione ben 50Gb invece dei classici 10. La condizione essenziale è istallare prima l’APP sul device mobile (iPad, iPhone o iPod Touch). E’ consentito l’upload di file di massimo 100Mb.

COPY.COM

Il più nuovo e diretto concorrente dei due detentori del mercato è una vera novità in termine di diversità del servizio offerto. COPY mette a disposizione 15Gb di spazio gratuito con la possibilità di fare l’upload di file, anche molto, pesanti senza limite di spazio. Altro punto di forza è il “Fair Storage”. In pratica, se dobbiamo condividere un file di 9Gb con altri due utenti, il peso del file verrà ripartito in tre frazioni. Queste incideranno per 3GB sullo spazio totale a disposizione di ogni utente. Sicuramente da valutare se si lavora su file di grandi dimensioni. Il Fair Storage risolve il problema della condivisione di DropBox che, a questo punto, dei tre servizi risulta essere il meno conveniente.

DRIVE di GOOGLE….

questo merita un capitolo a parte…

A presto!

Device Apple: perché acquistare adattatori originali.

Approfondiamo il perchè non sempre spendere meno e acquistare prodotti non originali, soprattutto nel settore tecnologico, porti ad un effettivo risparmio. Entriamo nella notizia. Entriamo nei caricabatterie dei nostri amati telefonini (che devo sequestrarvi ogni inizio lezione!)

 

Non voglio fare stupidi allarmismi e mi rendo conto che qualcuno mi solleverà l’obiezione che sui carica batteria originali ci sia impressa la sigla “made in china”. La disinformazione o la cattiva informazione (che non voglio chiamare ignoranza perchè all’epoca del web 2.0 nessuno “ignora”) può portare a commettere errori spinti dal “drag & drop” commerciale che alberga intorno a noi. L’ultima notizia apparsa sul sito istituzionale APPLE e rimbalzata in ogni dove nel Web, che ci mette in allerta riguardo un possibile malfunzionamento di un determinato alimentatore, non può che farci apprezzare il Customer Care della casa di Cupertino.

 

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Considero sempre la possibilità di acquistare prodotti in quei meravigliosi negozi colorati ed intriganti che sono le boutique di cineserie varie. Io stessa mi servo di tanti articoli, quali penne capacitive, cover indistruttibili ed altro materiale per il mio lavoro, ma MAI materiale a conduzione elettrica, tantomeno alimentatori o similari. Ho provato qualche volta ad acquistare qualche auricolare ma con scarsi e deludenti risultati. Ma i caricabatterie, pur essendo forse uno degli oggetti più venduti nel mercato parrallelo cinese NON andrebbero MAI acquistati .

 

INSIDE THE CHARGER

Provate a dare un’occhiata qui dentro: a sinistra il caricabatterie APPLE originale ed a destra il corrispettivo cinese. Dovrebbe bastare la foto per comprendere che, sia la scheda, sia la componentistica che il guscio sono di scarsa qualità. Sul piatto della bilancia non c’è solo la possibilità di un piccolo o serio incidente al vostro device (dalla mancata carica, al deterioramento della batteria, al burning del device), ma anche e soprattutto l’attenzione alla salute dell’utilizzatore.

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Con il programma di riciclaggio degli adattatori di terze parti (USB Power Adapter Takeback Program) già a partire dall’agosto 2013, Apple ha mandato avanti una campagna di sostituzione degli adattatori, visti gli episodi delle due morti in Cina per l’utilizzo di carica batterie non originali. Ed oggi si ripete, in via preventiva, la chiamata alla casa madre del modello 1300.

 

Procedura di sostituzione giugno 2014

Consegna gli alimentatori interessati dal problema ad un Apple Store o a un AASP aderente all’iniziativa. A partire dal 18 giugno 2014, parteciperanno all’iniziativa anche gli operatori wireless partner. La procedura di sostituzione prevede la verifica del numero di serie dell’iPhone, quindi portalo con te.

 

Volete saperne di più?

Provate a dare un’occhiata all’articolo apparso sulla Guida del Consumatore